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cava

per la Sacra di San Michele

[bassa valle di Susa]

regione

Suddivisione Orografica Internazionale (SOIUSA)

sezione 4.II

Alpi Cozie del Monginevro


8/05/2020



valle
dislivello cumulato 400m in circa 7 Km totali
           
Si può raggiungere la Sacra di San Michele da Sant'Ambrogio 353m percorrendo l'antica mulattiera con le 15 croci della Via Crucis fino al paese di San Pietro. La Sacra si trova sul monte Pirchiriano, 936m di altitudine, o monte dei porci; il monte è composto da pietre di serpentinite risalenti a oltre 100 milioni di anni fa e sollevate nel corso dell'orogenesi alpina. La costruzione della Sacra ha un'aria di leggenda, alla fine del 900 fu poi affidata ai monaci Benedettini che la curarono fino al 1629, ora è affidata ai padri Rosminiani. Di fianco esiste ancora lo scheletro del Sepolcro dei monaci. A fine 1800 fu restaurata con le pietre della cava a cielo aperto, poco distante.
A San Pietro esiste un posteggio ed è possibile raggiungere la Sacra sempre attraverso il bosco sul sentiero che passa accanto alla chiesa

e forse questi ne sono i guardiani
non riesci a vederli? Tocca la foto!
ora un grosso regalo, fisicamente grosso
Dalla Sacra prendere il sentiero che abbrevia il tragitto passando al colle della Croce Nera 860m per raggiungere Basinatto a 920m slm.
Entriamo nel paese e scendiamo fino alla cappella della Madonna della Neve con piccolo campanile detto a vela.
Il culto iniziò a Roma quando, dopo un sogno a più persone inerente alla Madonna, la neve
cadde in agosto, verso la fine del 300 dC, per indicare il posto dove costruirle la chiesa,
poi chiamata dal popolo "ad Nives"
                ovvero della neve.                
Cappella benedetta il 6 luglio 1799 e dedicata alla beata Vergine della Neve.
Costruzione molto semplice con rosone ovoidale sulla facciata. L'interno è sobrio con quadretti riguardanti le stazioni della Via Crucis. mentre l'icona sull'altare rappresenta la Vergine con il bambino e sembra sia databile 1796.
L'altare in marmo è stato inserito nel 1964 sostituendo il precedente in muratura.

Sul praticello antistante, panchine e una statua del Cristo in croce
Parlando con un abitante veniamo a conoscenza della cava d'Andrade, l'architetto che a fine 1800 la riscoprì. In quel sito vennero estratti, agli inizi del 1900, i blocchi di prasinite destinati al restauro della Sacra che si trovava a rischio crollo. Parte della chiesa, i sarcofagi e gli archi rampanti
laterali derivano appunto dalla cava composta da rocce antichissime. Le pietre venivano lavorate a mano dagli scalpellini e trasportate in loco da una teleferica

      sotto: foto d'epoca per l'arrivo e foto odierna dalla stazione di partenza della cava.
La sterrata è segnalata bene e si svolge nel bosco.
                                   
Una casetta protegge i cartelloni con la storia, le foto e le spiegazioni.

La cava ormai è esaurita, ma rimangono le tracce di come venivano effettuati i lavori.
C'è anche la base della costruzione che serviva come alloggiamento per gli operai. Si vede persino il forno.

Suggestiva la foto della Sacra attraverso ciò che rimane della teleferica.
Gli alberi e le pietre ti insegneranno più di qualsiasi maestro
                  San Bernardo di Chiaravalle       (XII sec)            
 
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