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Nino Costa e Papa Francesco a Torino

23/06/2015
"Rassa nostrana" di Nino Costa la poesia da cui PAPA FRANCESCO ha tratto il suo discorso ai Torinesi in Piazza Vittorio
Ai Piemontis cha travajo fra dItalia                                     Ai piemontesi che lavorano fuori dall'Italia

**Dritti e sinceri, cosa sono, appaiono:
teste quadre, polso fermo e fegato sano:
parlano poco, ma sanno quel che dicono:
anche se camminano adagio, vanno lontano.

Costruttori di seracinesche, muratori e selciatori,
minatori e contadini, carrettieri e fabbri:
se gli piace gargarizzare qualche bottiglia di vino
non c per nessuno che sia pi bravo nel  lavorare.

**Gente che non risparmia tempo e sudore:
razza nostrana libera e testarda
tutto il mondo conosce  chi sono loro
e, quando passano tutto il mondo li guarda:

Biondi canavesani con occhi colore del cielo,
robusti e fieri come i loro castelli.
Montanari valdostani dai nervi dacciaio,
maschi della val Susa duri come dei martelli.

Facce delle Langhe, rubiconde di allegria,
furbacchioni disinvolti delle pianure vercellesi,
e biellesi trafficoni pieni denergia
che per conoscerli ci vuol sette anni e un mese.

Gente di Cuneo: paziente e un po lenta
che ha le scarpe grosse e il cervello fino,
e gente monferrina (del Monferrato) che, parlando, canta,
che spumeggia, frizza, bolle come i suoi vini.

Tutto il Piemonte che va a cercarsi il pane
tutto il Piemonte con il suo linguaggio fiero
che nelle battaglie del lavoro umano
tiene alta la fronte e la bandiera.

O bionde pianure di grano, dellArgentina,
fazende del Brasile perse nella campagna,
non sentite mai passare un aria monferrina
o il ritornello  di una canzone di montagna?

Miniere di Francia, miniere di Germania
che il fumo cinge in giro come una cortina,
voi lo potete dire se se lo guadagna,
il nostro operaio, quel tozzo di pane che mangia.

Qualche volta tornano e i soldi risparmiati onestamente
gli rendono una casettina e un po di terra
e allora allevano le loro figliolette assennate
e i ragazzoni che hanno vinto la guerra.

Ma il pi delle volte una stagione perduta
o una febbre o una disgrazia del loro mestiere
li inchioda in una tomba ignuda
sperduta in un camposanto in terra straniera.

Dritt e sincer, csa cha son, a smo:
teste quadre, polss ferm e fidigh san:
a parlo pch, ma a san csa cha do:
bele cha marcio adasi, a van lontan.

Saraj, murador e sternighin,
mineur e campagnin, saron e fr:
sai pias gargaris quaich bota d vin,
j gnun chai bagna l nas pr travai.

Gent cha mrcanda nen temp e sudor:
rassa nostran-a libera e testarda
tut l mond a conss chi cha son lor
e, quand cha passo tut l mond ai goarda:

Biond canavsan con jeuj color dl cel,
robust e fier parei dij s castei.
Montagnard valdostan dai nerv dassel,
mascc d val Susa dur come d martei.

Facie dle Langhe, robie dalegra,
frlingtt ds-ciol dij pian verslis,
e bielis trafigon pien denerga
che pr conssje ai va set ani e n meis.

Gent d Coni: passienta e n p dasianta
cha lha le scarpe grsse e l servel fin,
e gent monfrin-a che, parland, a canta,
cha mossa, a fris, a beuj come ij s vin.

Tut l Piemont cha va cerchesse l pan,
tut l Piemont con soa parlada fiera
che nt le bataje dl travaj uman
a ten auta la front e la bandiera.

O bionde d gran, pianure dlArgentin-a
fazende dl Brasil perse n campagna,
i sente mai pass n aria monfrin-a
o l ritornel duna canson d montagna?

Mine dla Fransa, mine dlAlemagna
chl fum a sercia n gir parei d na frangia,
vojautre i peule d sas lo guadagna,
nstr ovri, col tch d pan cha mangia.

Quaich vta a torno e ij sld vans d bon giust
ai rendo n ciabotin o n tch d tra
e nlora a nlevo le soe fitte d sust
e ij fiolastron cha lhan vinci la gura.

Ma l p dle vlte na stagion prda
o na frev o n maleur dl s mst
a jancida nt na tomba patanua
spersa nt un camposant forest.

Papa Francesco nel suo discorso ai Torinesi e Piemontesi, il 23/6/2015, dice: "... i nostri antenati sapevano bene cosa vuol dire essere roccia, cosa vuol dire solidit. Ne d una bella testimonianza un famoso poeta nostro: .. " ma senza enunciarne il nome.
Continua poi citando le parole della poesia "Rassa Nostrana" declamando, in italiano, la prima e la terza strofa.**

Questa poesia è stata scritta da Nino Costa (1886-1945) alludendo al padre emigrato oltre oceano e morto in terra straniera.
E' stata inserita nella raccolta Sal e Pèiver (sale e pepe) del 1924.
Poeta amato da Papa Bergoglio dove nella sua terra natia, nel consiglio comunale, si parlava piemontese (almeno così scriveva De Amicis
nel suo libro "In America").

                 


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